Sei domande frequenti da aspettarti ad un colloquio

Sei domande frequenti da aspettarti ad un colloquio

In questo articolo ti parlo di sei domande frequenti da aspettarti ad un colloquio. Avevo già introdotto le classiche domande che vengono fatte ad un colloquio qualche mese fa, ma oggi ti descrivo altre sei domande comuni a cui vale la pena pensare in anticipo.

Sei domande frequenti da aspettarti ad un colloquio

Vediamo quindi di quali domande sto parlando e come puoi prepararle al meglio!

Raccontami di una volta in cui hai assunto il ruolo di Leader

Questa potrebbe sembrare una domanda difficile, soprattutto se si è neolaureati o non si ha accumulato troppa esperienza. In realtà i recruiter vogliono semplicemente capire se hai le potenzialità di leadership.

Pensa a una volta in cui hai assunto la guida di un lavoro di gruppo, oppure quando hai preso iniziativa proponendo idee alternative a lavoro. Un altro modo di dimostrare le capacità di leadership potrebbe essere quello di raccontare qualche situazione in cui ti sei trovato a dover motivare il team o superare una difficoltà inaspettata.

Ricorda sempre di raccontare una vera e propria storia, partendo dalle condizioni iniziali, passando per quello che hai fatto nel concreto e i risultati che hai ottenuto.

Considera che i recruiter devono arrivare alla fine del racconto con:

  • Un’idea chiara del perché hai raccontato proprio quella storia
  • Le skills di leadership che hai dimostrato

Dove ti vedi tra cinque anni?

Tra le domande frequenti da aspettarti ad un colloquio, questa è una di quelle che mette più in crisi.

Molti candidati non riescono a dare una risposta definita a questa domanda. Se da un lato, al giorno d’oggi, è più che normale non sapere bene cosa si vuole esattamente fare tra cinque anni, dall’altro è necessario aver capito la direzione generale in cui ci si vuole muovere.

Con questa domanda, i recruiter puntano a capire:

  • Se hai già pensato al futuro e considerato questa domanda in passato
  • Se le tue ambizioni si allineano o meno con la posizione
  • Se le tue aspettative sono realistiche

Come rispondere quindi?

  • Pensa ai tuoi obiettivi di carriera. Vuoi rimanere in quest’ambito nel futuro? Ti rivedi a ricoprire questo tipo di posizione tra qualche anno, o preferiresti fare altro?
  • Una volta che hai capito in che direzione vorresti dirigerti, pensa al ruolo per cui stai facendo domanda. Realisticamente, dove potrebbe portarti? Si potrebbe allineare con i tuoi obiettivi (descritti al punto 1)?
  • In base ai punti precedenti, pensa a come potresti rispondere nel caso ti venga fatta questa domanda. Anche se non sei sicuro al 100% di come ti vedi tra cinque anni, è importante sottolineare che consideri questa esperienza lavorativa importante per il tuo sviluppo professionale e nella realizzazione dei tuoi obiettivi a lungo termine.

Quali sono le tue aspettative di retribuzione?

Con questa domanda, soprattutto ai primi colloqui, l’azienda vuole capire se le tue aspettative di retribuzione corrispondono a ciò che avevano previsto per la posizione.

Per i recruiter, è importante conoscere questa informazione perché da un lato, se ti aspetti uno stipendio troppo alto rispetto al budget che era stato assegnato alla posizione, dovranno scartarti. Dall’altro lato, se affermi di volere uno stipendio molto più basso rispetto alla media di mercato, l’azienda potrebbe domandarsi se forse non sei all’altezza per il lavoro.

Come rispondere?

  • Ricerca la tua posizione e gli stipendi medi per il tipo di ruolo e il settore per cui stai facendo domanda – Glassdoor potrebbe essere un ottimo punto di partenza
  • Non fornire una cifra specifica, ma un range. Tuttavia, cerca di tenere il range abbastanza alto in modo che, anche considerando il punto più basso dell’intervallo, avresti uno stipendio soddisfacente.
  • Potresti anche pensare di chiedere qual è il range che l’azienda ha previsto per il ruolo

Errori da evitare

  • Non parlare dello stipendio se il recruiter non tira fuori l’argomento (soprattutto al primo colloquio)
  • Non sopravvalutare troppo il valore della tua posizione (ricorda che anche le aziende hanno accesso alle medie di mercato), ma allo stesso tempo non sottovalutarla (non rispondere con un numero basso solo perché hai un disperato bisogno di lavoro)
  • Per giustificare il tuo stipendio desiderato, non utilizzare motivazioni personali! Dovresti giustificarlo unicamente in base alla media di mercato, posizioni passate, traguardi raggiunti.

In che tipo di ambiente ti piacerebbe lavorare?

L’azienda vuole sapere se riusciresti a inserirti facilmente nel team e se andresti d’accordo con la cultura aziendale/condizioni lavorative presenti. Ovviamente, i recruiter non vogliono offrire il lavoro a qualcuno che non è entusiasta di lavorare in quel tipo di ambiente.

Si tratta quindi di una domanda che aiuta anche te, perché se l’ambiente non è adatto alla tua personalità o ai tuoi obiettivi, è meglio capirlo subito e non andare avanti col processo di selezione.

L’ambiente lavorativo è composto da diversi elementi che dovresti considerare attentamente prima di rispondere a questa domanda:

  • Cultura aziendale
  • Tipologie di team
  • Età media dei lavoratori
  • Orari di lavoro
  • Tipologia di lavoro (da casa, in ufficio, flessibile, con viaggi ecc.)

Per capire qual è il tipo di ambiente lavorativo in cui ti andresti a inserire, analizza l’annuncio di lavoro, il sito dell’azienda, il suo linkedin, le pagine di social media e le informazioni che trovi su internet (per le aziende più grandi trovi anche recensioni ed esperienza passate). In particolare, molte aziende condividono la vita da ufficio sui social, e questo potrebbe essere un ottimo modo per capire come sarebbe lavorare lì.

Già da queste fonti puoi quindi estrarre tante informazioni. Per esempio, se nell’annuncio di lavoro viene sottolineata la capacità di fare multi-tasking, è possibile che ti ritroverai in un ambiente estremamente dinamico e sfidante, dove dovrai svolgere diverse attività nel corso della giornata.

Quindi, come rispondere?

Se dalla tua ricerca preliminare hai capito che l’ambiente lavorativo fa al caso tuo, ricorda di specificare nella risposta:

  • Le caratteristiche del tuo ambiente ideale (che corrispondono a quelle dell’azienda)
  • Il tuo tipo di personalità e perché quell’ambiente fa per te

Mi raccomando, non ripetere le descrizioni che trovi sul sito web dell’azienda al recruiter, altrimenti sarà fin troppo ovvio e lascerai l’impressione di aver imparato a memoria all’ultimo minuto giusto per dire qualcosa.

Altra cosa da non fare assolutamente è mentire. Se riconosci sin da subito che quello non è l’ambiente ideale per te, sii onesto non portare avanti il processo di selezione.

Raccontaci un traguardo di cui sei orgoglioso

Questa domanda viene fatta per comprendere:

  • Ciò che ti fa ‘performare‘ particolarmente bene
  • Se conosci i tuoi punti di forza e sai descrivere un traguardo che ti differenzia dagli altri candidati

In base a come viene posta la domanda, puoi descrivere traguardi sia relativi agli studi accademici/esperienze lavorative, sia ad attività personali (sport, volontariato ecc.). Chiarisci sempre prima con i recruiter che tipo di risposta si aspettano.

E adesso vediamo qualche consiglio per rispondere al meglio:

  • Evita di parlare di traguardi troppo banali, come l’aver raggiunto un buon punteggio all’università o aver completato una certa attività a lavoro
  • Seleziona un esempio che ti fa spiccare rispetto agli altri candidati e che fa trasparire la tua personalità
  • Meglio ancora selezionare un esempio dove le skills che hai dimostrato si allineano a quelle richieste dalla posizione
  • Sii sincero. Queste cose al giorno d’oggi sono facilmente verificabili e se sei disonesto, è probabile che prima o poi si verrà a sapere!
  • Non essere modesto. Se sei orgoglioso di un particolare traguardo, non c’è motivo per non esprimerlo.

Non sei sicuro di come individuare il traguardo giusto?

  • Prova a pensare alle tue attività extra scolastiche/extra lavorative. Hai fatto qualcosa di particolarmente sfidante? Esempi potrebbero essere: imparare una nuova lingua, correre una maratona, organizzare una raccolta fondi di successo ecc.
  • Prova a guardare ai tuoi feedback a lavoro: quali sono le attività o iniziative per cui il tuo manager o colleghi ti hanno dato le valutazioni migliori?
  • Prova a chiedere direttamente ad amici, colleghi, o compagni di studio se ricordano un tuo traguardo particolare. Molto spesso le persone vicine a noi sono le prime a saper individuare i nostri talenti!

Anche per questa domanda, ricorda sempre di includere nella risposta la descrizione della situazione iniziale, il tuo obiettivo, quello che hai fatto per raggiungerlo e i risultati che hai ottenuto.

Raccontaci di una volta in cui hai fatto un errore e come hai reagito

Tra le domande da preparare prima di un colloquio, questa è una di quelle a cui conviene sempre pensare in anticipo, perché sul momento potrebbe coglierti alla sprovvista e potresti ritrovarti senza un esempio chiaro in mente.

Ma perché le aziende fanno questo tipo di domande?

I recruiter vogliono capire se sai riconoscere i tuoi errori e soprattutto, se sai trarne un apprendimento. Le persone sbagliano, e ti capiterà di fare mille errori nel corso della tua carriera. Ciò che però è importante per avere successo in azienda è saper risolvere e imparare qualcosa da questi sbagli.

I recruiter questo lo sanno bene, per cui questo tipo di domande sono molto frequenti nei colloqui.

Ma come posso rispondere al meglio? Non sembrerò stupido a parlare di un errore che ho fatto?

Il segreto per rispondere bene a questa domanda è concentrarsi sulle lezioni o i vantaggi che hai potuto trarre da quel particolare errore. Per esempio, sbagliando una data attività, potresti aver tratto delle conclusioni che ti hanno portato a degli ottimi risultati la seconda volta che ci hai provato. Oppure, potresti raccontare di come, quando ti sei accorto di un errore commesso a lavoro, hai analizzato velocemente il problema causato e hai risolto in tempi record.

Insomma, l’importante è spiegare ai recruiter il tuo processo decisionale e spiegare come hai superato i tuoi errori.

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