Consigli per neolaureati - 8 cose che ho imparato a un anno dalla laurea
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Consigli per neolaureati – 8 cose imparate a un anno dalla laurea

In questo articolo, voglio parlarvi di otto cose che ho imparato nel primo anno post-laurea, e che avrei voluto sapere per vivere questo periodo della mia vita in modo un po’ meno stressante. Questi consigli per neolaureati derivano direttamente dalla mia esperienza, e spero possano aiutare chiunque si sia appena laureato ad affrontare questo periodo.

Cosa ci aspetta dopo la laurea?

Come si vive il primo anno post-laurea? Non so bene perché, ma durante i miei anni universitari non mi sono mai posta la domanda del “dopo”, forse perché ero troppo concentrata sul finire gli esami e laurearmi per tempo.

Quando finalmente è arrivato il giorno della laurea, mi sono accorta di come nessuno mi avesse preparata per lo shock del non essere più una studentessa. Dopo quindici e più anni in cui la mia vita era definita dalla scuola o dall’università, non ero pronta ad affrontare la vita adulta.

Consigli per neolaureati - 8 cose che ho imparato a un anno dalla laureaConsigli per neolaureati

Nel mio primo anno post-laurea, tutte le aspettative che mi ero creata sono state inevitabilmente smentite. E ho dovuto cambiare i piani più e più volte. Quindi quali sono le cose che ho imparato e che avrei voluto sapere sulla vita post-laurea?

1. Non devi sapere necessariamente subito cosa vuoi fare

È normale non sapere subito cosa fare dopo la laurea. Potresti aver cambiato idea rispetto ai tempi dell’università, oppure potresti non voler iniziare a lavorare subito. Probabilmente le tue aspirazioni di carriera cambieranno molte volte nel corso della tua vita, quindi la confusione iniziale è più che naturale.

2. Non si smette di studiare

Non avrei mai pensato di dirlo, ma studiare mi manca ed è per questo che cerco di continuare a imparare il più possibile. Rispetto all’università però, posso studiare con i miei tempi e solo le cose che mi interessano maggiormente o che mi permettono di migliorare il mio modo di lavorare.

Se vuoi sapere di più sul perché dovresti continuare a studiare anche dopo la laurea, ti rimando al mio articolo dedicato. 

3. Sarà difficile distinguerti dagli altri una volta laureato

La laurea è un traguardo fantastico ma, nel 2020, sono tanti i ragazzi ad ottenerla.

Questo significa che la laurea, di per sé, non ti garantisce un lavoro o un vantaggio rispetto ai tuoi coetaneei. Dunque se potessi dare un consiglio alla me stessa matricola, le direi di dedicare del tempo a costruire competenze ed esperienze che rendino il suo profilo “unico” rispetto agli altri.

4. Il post-laurea non è una gara

Sarà difficile resistere alla tentazione di paragonarti ai tuoi amici o compagni di università, di vedere a che punto sono nella loro vita e se hanno già trovato lavoro.

Tuttavia, è importante ricordare che ognuno ha il suo percorso, e che possiamo solo impegnarci a migliorare noi stessi il più possibile.

5. Il primo lavoro probabilmente non sarà il tuo lavoro dei sogni

È il primo di tante esperienze che ti porteranno, con impegno e costanza, ad arrivare dove vuoi.

6. Va bene essere aperti a nuove possibilità che non avevi considerato prima.

Non bisogna essere troppo selettivi quando si cerca il primo lavoro, si deve pur iniziare da qualche parte e un ruolo che inizialmente non avevi considerato potrebbe sorprenderti.

Credo sia importante sottolineare questo punto perché viviamo in un momento storico in cui i concetti di seguire “la propria passione” e “fare ciò che ti rende felice” vengono incoraggiati fin troppo.

Se da un lato è vero, non si deve fare qualcosa che proprio non piace, dall’altro essere estremamente selettivi e ostinati a raggiungere un obiettivo specifico può farti perdere delle ottime occasioni ed esperienze.

7. Le job rejections fanno parte del processo di ricerca lavoro, e possono insegnarti tanto.

Ci vorrà un po’ di tempo prima di trovare un lavoro adatto a te, e questo comporta necessariamente dei rifiuti.

Mentre cercavo lavoro avrò fatto più di un centinaio di candidature. Di queste solo una trentina si sono trasformate in colloqui, la metà in secondi colloqui, e alla fine ho avuto quattro proposte di assunzione. Ogni tentativo però mi ha insegnato qualcosa che ho applicato alla candidatura successiva, fino a quando non ho avuto successo.

8. I voti non importano così tanto.

In nessuno dei miei colloqui, da quelli per aziende piccole/startup alle grandi multinazionali, mi è stato chiesto con che voto mi fossi laureata.

Certo, la laurea rimane un pre-requisito per molti lavori, e un voto finale particolarmente basso potrebbe incidere sulle possibilità di essere selezionato, ma quello che interessa realmente ai recruiters sono le competenze e le esperienze. Questo è dimostrato anche dalla ricerca empirica sull’argomento (anche se vecchio, consiglio di leggere questa ricerca (in inglese) del 2012 sui fattori che rendono un candidato più attraente agli occhi dei recruiter). 

Quindi un altro consiglio che darei alla me più giovane è di non stressarsi troppo su quel 30 e lode mancato o quel lavoro di gruppo che è risultato in un punto in meno. Finché si mantiene una media più o meno alta e si raggiunge un buon voto finale, la possibilità di trovare un lavoro che ti piace è assicurata.

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