7 red flag a cui prestare attenzione quando cerchi lavoro
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Non tutte le offerte di lavoro sono fatte per assumerti. Alcune sono fatte per truffarti.
Lo so, cercare lavoro è già stressante di suo. L’ultima cosa di cui hai bisogno è scoprire che quell’offerta “perfetta” era una truffa. Eppure succede. E succede molto più spesso di quanto pensi.
Secondo la Federal Trade Commission, le perdite legate a truffe lavorative hanno raggiunto i 501 milioni di dollari nel 2024, con un incremento esponenziale rispetto ai 90 milioni del 2020. In Italia il fenomeno non è da meno: nel 2025 le truffe lavorative online hanno registrato un’impennata del +1.000%. Non sono numeri buttati lì per spaventarti, ma per dirti che devi sapere cosa guardare.
Ecco le red flag che dovrebbero allarmarti e a cui dovresti molta prestare attenzione ogni volta che cerchi lavoro o stai esplorando nuovi annunci.
1. Lo stesso annuncio viene ripubblicato ogni due settimane
Se vedi la stessa posizione spuntare ogni 15-20 giorni, qualcosa non torna. O l’azienda non sa cosa sta cercando, o quell’annuncio non è pensato per assumere qualcuno. Si chiamano ghost jobs, ovvero annunci fantasma, e sono più diffusi di quanto immagini. Uno studio del 2025 ha rivelato che una posizione aperta su cinque è un lavoro fantasma, e secondo Resume Builder il 40% delle aziende ha ammesso di aver pubblicato ghost job nel 2024.
Le aziende li usano per dare un’immagine di crescita, per monitorare il mercato del lavoro, o per costruirsi un database di candidati “per il futuro”. Nel frattempo tu perdi tempo, energie e motivazione a candidarti per qualcosa che non esiste. Se un annuncio continua a comparire e scomparire ciclicamente, prendi nota e vai avanti.
2. Non ti sanno spiegare bene il ruolo
Quando durante un colloquio (o nell’annuncio stesso) le responsabilità sono vaghe, i dettagli sono generici e nessuno sa dirti cosa faresti concretamente nel giorno per giorno, è decisamente problematico. Un’azienda seria sa cosa sta cercando. Se le risposte che ricevi suonano come “un po’ di tutto” o “lo definiamo insieme”, o se le responsabilità sembrano copiate e incollate da un template generico, fai un passo indietro.
Le offerte reali includono responsabilità specifiche, strumenti utilizzati, struttura del team e percorso di crescita. Tutto il resto è probabilmente fuffa.
3. Il processo di selezione non finisce mai
Un colloquio. Due colloqui. Poi un case study. Poi un altro colloquio. Poi un progetto. Poi un’altra call. A un certo punto devi chiederti: mi stanno valutando o mi stanno facendo lavorare gratis?
Un processo di selezione strutturato ha un inizio e una fine chiari. Se ti continuano a chiedere progetti, assignment e prove senza mai arrivare a un’offerta concreta, probabilmente stanno sfruttando il tuo lavoro senza alcuna intenzione di assumerti. Ricorda che è SEMPRE lecito chiedere fin dal primo colloquio: “Quanti step prevede il processo di selezione e quali sono le tempistiche?”
4. Ti chiedono la partita IVA per 40 ore a settimana
Questa è una classica del mercato italiano e resta una delle red flag più gravi. Se un’azienda ti chiede di aprire partita IVA per un lavoro che prevede orari fissi, presenza obbligatoria e subordinazione di fatto, non è un rapporto di collaborazione: è un rapporto di lavoro dipendente mascherato. E stanno cercando di risparmiare su contributi, ferie, malattia e tutto il resto, ovviamente a tue spese.
5. Lo stipendio è troppo bello per essere vero
Un’offerta per una posizione junior che promette cifre da senior dovrebbe farti suonare un campanello d’allarme. Gli scammer usano stipendi gonfiati per attirare più candidati possibile. Se il compenso è fuori mercato rispetto al livello richiesto, non pensare “che fortuna!”, ma pensa “qualcosa non torna” e approfondisci.
6. Non ci sono informazioni sull’azienda
Prima di candidarti, cerca sempre l’azienda online. Se non trovi un sito web, se non ci sono dipendenti reali su LinkedIn, se non c’è nessuna traccia digitale, è un segnale enorme. L’FBI ha specificamente avvisato che i cybercriminali usano annunci falsi per raccogliere dati personali dei candidati, creando aziende e siti web fittizi che sembrano legittimi.
7. L’offerta arriva da email sospette
Un’offerta da parte di un recruiter che ti scrive da una Gmail generica o da un dominio che somiglia a quello dell’azienda ma non lo è (tipo @amaz0n-careers.com invece di @amazon.com) è una truffa nel 100% dei casi. I truffatori registrano domini quasi identici a quelli reali, è una tecnica chiamata domain spoofing, ed è in crescita costante. Negli ultimi mesi in particolare tantissime persone mi hanno segnalato di ricevere email da finte sedi di Meta, Louis Vuitton e altri brand del tech e del lusso, che usano esattamente questa tecnica. L’email sembra professionale, il nome dell’azienda è quello giusto, ma il dominio da cui arriva non ha nulla a che fare con quello reale. Il consiglio è sempre lo stesso: prima di rispondere, controlla il dominio dell’email e confrontalo con quello del sito ufficiale dell’azienda.
Come evitare le truffe: breve checklist
Ora che sai cosa cercare, ecco cosa fare concretamente quando un’offerta ti sembra sospetta.
Verifica l’azienda. Cerca il sito ufficiale dell’azienda (non il link collegato all’offerta). Controlla che il dominio dell’email corrisponda a quello reale. Cerca l’azienda su Google aggiungendo parole come “truffa” o “recensioni”.
Verifica le persone. Cerca i dipendenti su LinkedIn. Controlla che il recruiter lavori davvero lì. Assicurati che i profili sembrino reali e attivi, il segnale più semplice è che pubblichino contenuti recenti e con costanza.
Analizza l’annuncio. Attenzione a errori grammaticali, formattazione strana, saluti generici. Diffida di qualsiasi senso di urgenza: “rispondi subito”, “tempo limitato”, “solo per oggi”. I dettagli vaghi sulle responsabilità sono un altro campanello d’allarme.
Fai un sanity check sull’offerta. Da quanto tempo è pubblicata? Il numero di candidature è realistico? Esiste anche su altri siti o solo su uno? Se non la trovi sul sito ufficiale dell’azienda, probabilmente è falsa.
Rallenta il processo. Non cliccare subito sui link. Non scaricare file a caso. Non sentirti obbligato a decidere subito. Se ti stanno mettendo pressione per rispondere immediatamente, scappa. Nessuna azienda seria ti chiederà di prendere una decisione sul tuo futuro professionale in 24 ore.
Molte persone pensano “a me non succederà mai”. Ma i truffatori stanno diventando sempre più sofisticati. L’FBI ha segnalato che nel 2025-2026 i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, inclusi i deepfake, sono diventati uno strumento utilizzato per impersonare recruiter reali durante i colloqui video. Annunci e offerte possono sembrare perfettamente legittimi, anche quando non lo sono.
Se qualcosa non ti torna, fidati del tuo istinto. Prenditi cinque minuti in più per verificare, perché valgono più di qualsiasi offerta. E se questo articolo ti è stato utile, condividilo con qualcuno che sta cercando lavoro. Potrebbe risparmiargli una brutta esperienza!






